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Le ricerche di Gerona 2005

(26-05-07) Osteoporosi: prospettive terapeutiche e qualit? di vita




L?osteoporosi ? una malattia silente ed insidiosa. Espone infatti chi ne soffre ad un alto rischio di fratture ossee, pur in assenza di una sintomatologia evidente. Di fatto, si tratta di una malattia tra le pi? diffuse: negli ultra-cinquantenni, una donna su tre ed un uomo su cinque ne soffrono, causando milioni di fratture ogni anno. Solo in Italia si registrano ogni anno circa 80.000 fratture di femore, dalle conseguenze spesso gravi: al punto che un paziente su cinque muore in un anno dalla frattura, mentre circa il 40 per cento delle pazienti ad un anno non riesce ancora a camminare da sola. Sono dati che hanno un grave impatto non solo sulla salute e sulla sopravvivenza della popolazione, ma anche sulla spesa sanitaria nazionale.

A Copenhagen, in Danimarca, ? in corso in questi giorni il 34? European Symposium on Calcified Tissues, proprio per fare il punto sulle conoscenza in tema di biologia dell?osso e sulle sue malattie.
Un gruppo di studio dell?Organizzazione Mondiale della Sanit? sta occupandosi di migliorare la diagnosi di osteoporosi, al fine d?identificare quegli individui che beneficerebbero di pi? di una cura. I risultati ottenuti grazie alle metodiche diagnostiche consuete devono combinarsi a fattori di rischio ormai certi, come il fumo ed una storia familiare di osteoporosi. In ogni caso, sono oggi disponibili farmaci molto efficaci che, soprattutto se abbinati ad una strategia preventiva mirata, possono ridurre in misura drastica il rischio di fratture.

I bifosfonati rappresentano da tempo il trattamento d?elezione. In Danimarca sono stati discussi i risultati del primo studio osservazionale di confronto nella pratica clinica tra i due farmaci pi? utilizzati nel trattamento dell?osteoporosi. Su oltre 33.000 pazienti, si ? rilevato che il risedronato riduce di circa la met? l?incidenza di fratture di femore rispetto ad alendronato, dopo il primo anno di terapia. Ci? significa ridurre l?incidenza di fratture del femore di quasi la met? rispetto al gruppo trattato con alendronato: del 46 per cento dopo 6 mesi e del 43 per cento dopo 12 mesi di trattamento.

?? provato ormai che una normale attivit? sportiva associata alla corretta assunzione di vitamina D e di calcio riducono le fratture di femore in alcune popolazioni?, ha affermato il professor Robert Lindsay dell'Helen Hayes Hospital di New York. ?Inoltre, disponiamo dei bifosfonati, gli agenti farmacologici di prima scelta per la cura dell?osteoporosi. L?analisi delle differenze tra le diverse molecole determina notevoli benefici nella terapia e di conseguenza per la qualit? di vita dei pazienti?.

Fonte: 34? European Symposium on Calcified Tissues, Copenhagen 5-7 maggio 2007.
maria nardoianni ( YAHOO! SALUTE)

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